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domenica 17 settembre 2017

NEI LUOGHI AFFOLLATI IL DEFIBRILLATORE TI SALVA LA VITA

Nei luoghi affollati il defibrillatore ti salva la vita
Studio francese pubblicato su La Presse Médicale. Le prove in 5 grandi aeroporti intercontinentaliLaddove in un luogo pubblico c’è un defibrillatore le probabilità di sopravvivere ad un arresto cardiaco aumentano enormemente. A confermarlo è uno studio francese -pubblicato sulle pagine della rivista La Presse Médicale- che ha preso in esame gli interventi effettuati in 3 grandi aeroporti. I risultati non lasciano spazio ad interpretazioni: intervenire precocemente fa la differenza tra la vita e la morte. 


Ogni minuto perso le probabilità di sopravvivere calano del 7-10%  
In medicina il tempo è tutto. Intervenire il prima possibile spesso fa la differenza. Ciò è particolarmente vero quando c’è di mezzo il cuore. Nel sopravvivere ad un arresto cardiaco il fattore tempo è decisivo. I dati parlano chiaro: nelle persone colpite ogni minuto che passa senza intervenire porta ad una riduzione della probabilità di sopravvivenza del 7-10%.  

Ecco perché iniziare le manovre di rianimazione è fondamentale. Ad oggi si calcola che ogni anno, nella sola Italia, siano circa 60 mila le persone colpite da arresto cardiaco. Nella maggior parte dei casi si tratta di fibrillazione ventricolare, una situazione in cui il cuore pur non essendo fermo è come se lo fosse. Ciò avviene perché il muscolo cardiaco perde la sua capacità di contrarsi in maniera sincronizzata e il risultato finale è l’incapacità di pompare sangue adeguatamente. Una situazione che porta, nel giro di poco tempo, ad asistolia e morte. 

Iniziare subito le manovre di soccorso  
L’unico trattamento per uscire da questa situazione è rappresentato dalla rianimazione cardiopolmonare e dall’utilizzo del defibrillatore. Manovre che dovrebbero iniziare appena la persona viene colpita da arresto cardiaco. Proprio per questa ragione da tempo, nei principali luoghi pubblici, sono state installate delle postazioni con defibrillatore con l’obbiettivo di iniziare il trattamento in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Installazioni in grado di fare la differenza come dimostrato nell’analisi dei ricercatori francesi.  

Quando si usa il defibrillatore le probabilità di sopravvivere aumentano  
Lo studio in questione ha preso in esame 150 arresti cardiaci avvenuti -tra il 2009 e il 2013- negli aeroporti Paris-Roissy-Charles-De-Gaulle, O’Hare di Chicago e Madrid-Barajas. In particolare l’analisi ha voluto confrontare la tempestività d’intervento e la sopravvivenza sia nei casi in cui la rianimazione è stata iniziata da chi si trovava sul luogo dell’evento sia nei casi in cui si è atteso l’intervento del personale paramedico. Dai risultati è emerso che ad intervenire subito si risparmiano mediamente 6-7 minuti, un tempo fondamentale che si traduce in una sopravvivenza -al momento dell’arrivo in ospedale- pari al 62%.  

Nel caso in cui si aspetta l’arrivo del personale la sopravvivenza si attesta intorno al 38%. Una differenza enorme che conferma ancora una volta sia l’importanza dell’utilizzo di questo strumento sia dell’intervento immediato ancora prima dell’arrivo dei soccorsi

venerdì 15 settembre 2017

ACCORDO DAEItalia - CSEN

Siglato oggi a Catanzaro in occasione della votazione CSEN per la Presidenza Regionale Calabria .

Nel Pomeriggio di oggi è stato firmato tra il Presidente Nazionale  CSEN " Centro Sportivo Educativo " Prof. Francesco Proietti ed il titolare della DaeItalia Carlo Zito  , un accordo riguardante l'attività di collaborazione per la diffusione e l'incremento dei defibrillatori nel corso delle attività previste  dal CSEN.


Il CSEN  concede a DAEItalia lo status di " Partner CSEN "  per il settore della Cardio-protezione ,
iniziativa finalizzata alla tutela della Salute dei propri Associati e dei loro clienti .

La DaeItalia attraverso la commercializzazione dei defibrillatori samaritan Pad prodotti dalla
Heart Sine azienda leader mondiale nella Cardio-Protezione , offre agli Affiliati Csen di tutto il territorio Nazionale , la fornitura e dotazione di defibrillatori con facilitazioni riservate  e possibilità di rateazioni per l'Acquisto .

Dal 1 Luglio ( Decreto Balduzzi ) tutto il mondo dello Sport deve Dotarsi di defibrillatore .
Dati del Ministero della Salute  ci dicono che ogni anno quasi 20.000 sportivi vengono colpiti da Arresto Cardiaco .
CSEN e DaeItalia  quindi , uniti nel mondo dello Sport contro L'ARRESTO CARDIACO .

lunedì 4 settembre 2017

Defibrillatori obbligatori: si salva il 93% di chi viene colpito da arresto cardiaco

Defibrillatori obbligatori: si salva il 93% di chi viene colpito da arresto cardiaco

Eccetto le attività sportive a ridotto impegno cardiocircolatorio, dal 1° luglio di quest’anno tutte le società e associazioni sportive dilettantistiche devono dotarsi di defibrillatori semiautomatici esternie di personale formato al loro utilizzo.
Uno studio presentato al convegno europeo di cardiologia a Barcellona, conclusosi da pochi giorni, ha mostrato come su 15 persone colpite da arresto cardiaco mentre facevano sport amatoriale a Piacenza, ben 14 sono state salvate grazie a un defibrillatore.
Lo studio, durato 18 anni, ha fatto emergere come la sopravvivenza all’arresto cardiaco abbia raggiunto il 93% nei centri dotati di defibrillatori, contro il 9% dei centri che ne erano privi. Una bella differenza!

mercoledì 28 giugno 2017

LA VITA NON è UN GIOCO..

L’arresto cardiaco nello sport, prevenzione e soccorso immediato


Ogni anno in Italia muoiono circa 60.000 persone colpite da arresto cardiaco: tra di esse vi sono molti anziani e cardiopatici, non sono pochi i giovani e addirittura gli sportivi. L’arresto cardiaco è indotto nell’85 % dei casi da una aritmia maligna(tachicardia o fibrillazione ventricolare) che se non è trattata precocemente con le manovre di rianimazione cardiorespiratoria e, soprattutto, con la defibrillazione elettrica conduce invariabilmente alla morte (98% dei casi). In queste situazioni il cuore in realtà non è fermo, ma le sue contrazioni sono assolutamente inefficaci nel distribuire il sangue nel corpo ed in primo luogo al cervello, l’organo più delicato e sensibile alla carenza di ossigenazione. La defibrillazione elettrica rappresenta l’unico mezzo a disposizione per interrompere una fibrillazione ventricolare, ma per essere efficace deve essere effettuata nel più breve tempo possibile: 4-6 minuti dall’insorgenza dell’evento. Ogni minuto trascorso senza un adeguato soccorso comporta la riduzione del 10% delle possibilità di recupero dell’infermo che, a 10 minuti, sono pari allo zero. Questa drammatica tempistica ha determinato la considerazione che, in caso di arresto cardiaco, il primo soccorso (massaggio cardiaco, respirazione bocca-bocca, defibrillazione elettrica) debba essere prestato dal testimone dell’accaduto stesso (generalmente un non-sanitario o ‘laico’), al fine di mantenere in vita la vittima nell’attesa che sopraggiungano i soccorritori professionisti del 118.
Lo sport, come già accennato, non è esente da un fenomeno così drammatico come l’arresto cardiaco, anche se in realtà ciò che lo determina, generalmente, è una pre-esistente e misconosciuta cardiopatia. Lo sforzo fisico ha pertanto il ruolo di fattore precipitante in conseguenza del quale l’apparato cardiovascolare cede. Da un’indagine condotta dalla Fondazione Giorgio Castelli onlus, dedicata al giovane morto a febbraio 2006 per un arresto cardiaco mentre si stava allenando con sua squadra di calcio, i praticanti sport, dilettanti e amatori, che sono deceduti nel Paese in corso di attività sportiva negli ultimi 4 anni, superano ampiamente le 200 unità. Tali dati sono certamente sottostimati: non esiste, infatti, in Italia un registro che annoti tali decessi (l’unico esistente è attivo in Veneto). In tutti questi casi l’arresto cardiaco ha colpito prevalentemente il sesso maschile dall’adolescenza in poi, l’età media dei soggetti deceduti è pari a 35 anni. Le discipline più interessate dal fenomeno sono rappresentate dal calcio e calcetto, verosimilmente a seguito dell’elevato numero di praticanti, seguito dal ciclismo, jogging, fitness; non vi sono discipline immuni. Il 25% delle morti si è verificato i atleti tesserati per le varie Federazioni e quindi di norma già sottoposti ad accertamento medico ai fini del rilascio dell’idoneità; in questo sottogruppo l’a.c. si è manifestato in egual misura sia nelle gare ufficiali che nel corso delle sedute di allenamento. Nessuna delle vittime è stata defibrillata entro i 10’, in nessuno dei luoghi ove si sono verificati gli eventi era presente un defibrillatore. Premesso che il fenomeno a.c. non è eliminabile ci dobbiamo doverosamente chiedere, di fronte a dati di questa entità, come esso sia contenibile. Il percorso da compiere prevede una prevenzione primaria e una secondaria. La prima consiste nel rigoroso accertamento medico di idoneità alla pratica sportiva che dovrebbe riguardare tutti coloro che praticano attività ludico-sportiva e che, oltre alle metodiche diagnostiche attualmente eseguite come obbligo di legge, dovrebbe essere utilmente integrato da un ecocardiogramma eseguito almeno una volta nel corso della “vita sportiva”. Le notizie ottenute andrebbero inserite in un data base, gestito dalla Regione di appartenenza, e consultabile, previa autorizzazione preventiva da tutti i medici sportivi ivi operanti. La Medicina sportiva, eliminate la Medicina scolastica, la visita di leva e la Medicina preventiva universitaria, rimane oggi l’unica in grado di effettuare uno screening di massa sullo stato di salute dei nostri giovani. Filtro che potrebbe fornire una mole enorme di dati epidemiologico-statistici al quale attingere per controllare lo stato di salute di una ampia fascia di popolazione e varare programmi di promozione sanitaria. La prevenzione secondaria è costituita dalla diffusione della Cultura dell’emergenza applicata allo Sport; con questo termine indichiamo l’insieme di conoscenze teoriche ed abilità pratiche che possono consentire al non-sanitario, grazie alla messa in atto del massaggio cardiaco, della respirazione artificiale e dell’utilizzo del defibrillatore, di salvare la vita ad una persona vittima di un arresto cardiaco. La Fondazione Giorgio Castelli onlus ha lavorato concretamente per la diffusione di questa Cultura, soprattutto nell’ambito dello Sport che come detto si è rivelato particolarmente a rischio per il manifestarsi dell’a.c.: grazie al supporto fornito dall’Azienda regionale per l’emergenza sanitaria -ARES 118- sono stati addestrati e certificati, al mese di dicembre 2009, alla BLS-D, 3000 operatori sportivi che seguono i giovani negli impianti sportivi situati particolarmente a Roma e provincia. Sono stati distribuiti, in altrettanti impianti, 166 defibrillatori semiautomatici di ultima generazione acquistati dalla Fondazione o frutto di donazioni e cessioni da parte di Privati ed Enti istituzionali (Regione Lazio, Provincia di Roma), realizzando altrettanti progetti PAD (Public Access Defibrillation), posti a cardioprotezione di diverse migliaia di cittadini sportivi e non. Proprio di questi giorni è l’avvio di un importante progetto di collaborazione con la FIGC, settore giovanile-scolastico, che prevede, per quest’anno in via sperimentale, l’addestramento alla BLS-D di 400 aspiranti allenatori di calcio CONI-FIGC afferenti alla Regione Lazio. L’auspicio è che dal prossimo anno la formazione BLS-D divenga parte integrante del corso per divenire allenatore, non solo della disciplina calcistica. Siamo solo all’inizio e moltissimo lavoro resta da compiere: le difficoltà nascono dall’approccio, sovente problematico, dei cittadini nei confronti del primo soccorso e dalla vastità del territorio su cui operare. Ma siamo convinti che risultati lusinghieri non mancheranno se le nostre motivazioni continueranno ad essere sostenute dalle istituzioni.

mercoledì 21 giugno 2017

ROSSANO - VERSO UNA CITTA' CARDIOPROTETTA

UN PIANO DI SICUREZZA PER LA CARDIOPROTEZIONE 


ROSSANO DIVENTA CARDIO PROTETTA
A BREVE 40 DEFIBRILLATORI SUL TERRITORIO
PRIME 3 DONAZIONI AD AMMINISTRAZIONE COMUNALE
ROSSANO (Cs), Martedì 20 Giugno 2017 – ROSSANO CITTÀ CARDIO PROTETTA, con la donazione al Comune dei primi tre defibrillatori acquistati e dunque sponsorizzati da altrettante aziende ed associazioni cittadine parte operativamente l’ambizioso progetto di sicurezza diffusa, promosso dalla DAE ITALIA (Defibrillatori Automatici Esterni) ed al quale l’Amministrazione Comunale ha aderito nei mesi scorsi.
A suggellare l’avvio in concreto di un programma che nel medio termine ambisce a garantire l’installazione di 40 defibrillatori su tutto il territorio comunale è stato l’assessore alle politiche sanitarie Dora MAURO che ha voluto incontrare e ringraziare a nome del Sindaco Stefano MASCARO e della Giunta i primi tre donatori privati di defibrillatori per la Città: l’ECOROSS Srl, l’associazione sportiva dilettantistica NA MURRA e lo Studio Dentistico Associato AIELLO-COSTA.
Ridurre i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco grazie alla presenza sempre più diffusa su tutto il territorio comunale (oltre la stessa previsione minima normativa di 1 defibrillatore ogni 1000 abitanti). – È , questo, l’obiettivo ribadito sia dall’assessore MAURO sia da Carlo ZITO, amministratore della DAE nel corso dell’incontro ospitato in Sala Giunta ed al quale hanno partecipato anche il direttore commerciale della stessa società fornitrice Francesco RIZZO, Walter PULIGNANO amministratore dell’ECOROSS, Giuseppe SACCONE presidente di NA MURRA e Antonio AIELLO per l’omonimo studio dentistico associato.
I tre primi apparecchi salvavita verranno istallati, in punti strategici concordati con l’Amministrazione Comunale, già nei prossimi giorni. In contemporanea – ha spiegato ZITO – partirà l’individuazione e la formazione del personale laico abilitato all’utilizzo dei DAE ed alla manovra di rianimazione cardio polmonare attraverso corsi riconosciuti dalla Regione e dal Ministero della Salute. Chiunque – ha precisato – può essere coinvolto ed entrare in quella che diventerà l’albo dei soccorritori cittadini.
ROSSANO CITTÀ CARDIO PROTETTA – è emerso nel corso dell’incontro – mira ad arginare il sempre più drammatico problema della morte cardiaca improvvisa, che oggi risulta essere la prima causa di decesso in Italia con oltre 70 mila vittime l’anno. Dai dati forniti dal Ministero della Salute emerge che solo il 3% dei soggetti colpiti dall’arresto cardiaco sopravvive e che l’84% degli eventi accadono fuori dai presidi ospedalieri. Il soccorso – ha concluso – è paria zero se si considera che la sopravvivenza è una lotta contro il tempo.
Per questo – ha scandito l’assessore MAURO – l’obiettivo condiviso dall’Amministrazione è quello di coprire tutti i punti individuati su Rossano. Si raggiungerebbe così un ottimo livello di cardio-protezione, almeno un apparecchio ogni mille abitanti. Più DAE saranno presenti sul territorio e meno tempo si impiegherà per soccorrere una persona. Le postazioni non supereranno i 500 metri o saranno facilmente raggiungibili entro i 3 minuti a passo svelto.
Le aziende interessate a sponsorizzare un defibrillatore – ha aggiunto ZITO – potranno inoltre dedurre interamente il costo della donazione effettuata entro il 10% del reddito imponibile. Le normative vigenti in ambito fiscale incentivano privati ed enti pubblici all’istallazione dei dispositivi tramutando la spesa in un ipotetico guadagno. - (Fonte: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying - 345.9401195)    


lunedì 19 giugno 2017

NUOVI SOCCORRITORI LAICI CONTRO L'ARRESTO CARDIACO

Continuano con successo i corsi Bls-d organizzati da Emergenza 21 e sostenuti dal Trainer Miguel Angel Paludi.
Le lezioni si sono tenute domenica 11 giugno e domenica 18 ed ha visto tutti i frequentatori superare brillantemente le prove teoriche e pratiche, essenziali al fine del rilascio della certificazione riconosciuta dalla regione.
Chiunque sia interessato ai prossimi corsi può inviare una mail a francesco@daeitalia.it e richiedere le dovute informazioni.
Il corso ha una durata di poche ore ed oltre ad elevare il senso civico di ognuno di noi potrebbe realmente fare la differenza tra la vita e la morte con pochi semplici gesti, speriamo pertanto di poter aggiornare sempre più frequentemente l'albo dei soccorritori laici.


lunedì 12 giugno 2017

SALICE CLUB RESORT - CARDIO PROTETTO

SALICE CLUB RESORT - CARDIO PROTETTO

Lunedì 12 Giugno 2017

Oggi abbiamo consegnato il Piano di Sicurezza per la Cardio Protezione al Sig. Natale Falsetta ,
titolare ed amministratore del " CLUB RESORT IL SALICE ".

DaeItalia attenendosi alle disposizioni del legislatore ha elaborato un progetto di Cardio Protezione per l'intero Villaggio .

Spiaggia , reception e piscine sono dotati di Dae samaritan Pad .

I villaggi nei mesi di alta stagione diventano delle piccole Città  , quindi avere un piano di sicurezza per la Cardio Protezione mette più tranquillità agli ospiti ed ai dipendenti che lavorano per offrire il miglior servizio  alla clientela .

Il sig. Falsetta inoltre ha inteso bene cardio proteggere la struttura aderendo anche all'ampliamento della legge 81/2008 usufruendo della riduzione del premio INAIL  nonchè  del super ammortamento
fino al 140% .

Siamo orgogliosi di sottolineare che il Sig. Falsetta  è Presidente del Cotaj , Consorzio degli operatori
Turistici dell 'alto Ionio di cui fanno parte più di 50 strutture ricettive del nostro territorio .